Beati voi che sapete tutto

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Non c’è neanche bisogno di dirlo. L’unico argomento di cui si sente parlare in questi giorni riguarda gli attentati di Parigi. Ogni volta che vai su facebook, accendi la tv, leggi un quotidiano, metti un attimo il naso fuori dall’ufficio e vai al bar a prendere un caffè, non fai altro che sentir parlare degli attentati di pochi giorni fa.

Magicamente, ogni persona dotata di bocca o di una tastiera sotto le dita, diventa il perfetto stratega. In molti cercano anche di farti credere Continua a leggere

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Paris…

PEACE

 

Oggi poche cazzate. Dopo i fatti di ieri sera non è stato semplice dormire tranquilla, mettici pure che ero da sola coi bimbi e, quando lui lavora di notte, sto sempre un po’ in ansia. Ho permesso ad entrambi di venire a dormire nel lettone con me; e ho passato un sacco di tempo sveglia, a guardarli, ripensando alle notizie che arrivavano da Parigi.

La prima reazione, non lo nego, è stata una rabbia pazzesca. Avrei voluto avere davanti quei bastardi ancora vivi e ammazzarli di botte con le mie mani. Come si può fare qualcosa di tanto atroce? Che cosa si vuole ottenere in questo modo? Incutere terrore? Avere potere? Ottenere vendetta? Continua a leggere

Quei giorni in ospedale che vorrei dimenticare

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Avevo in mente tutt’altro per il primo post di questo nuovo anno. E soprattutto avevo intenzione di scriverlo molto prima.

Vi avrei detto che io, al contrario di molti, non volevo mandare a fan**lo il 2014; perchè mi aveva regalato la gioia immensa di diventare mamma per la seconda volta e proprio questa felicità faceva sparire tutti i momenti poco positivi che nell’arco dell’anno sono capitati.

Vi avrei raccontato di quanto ci siamo divertiti a Capodanno, tutti insieme a casa della mia amica Annalisa, in quel paesino poco lontano da Roma.

Invece è arrivato il 4 gennaio e, anzichè scrivere al pc, mi ritrovo con carta e penna in mano e scrivo, cercando di scacciare quella paura che mi attanaglia, osservando mio figlio che finalmente è riuscito ad addormentarsi, sdraiato sul lettino della sala rossa del Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I.

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Presenze notturne

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Era una notte di inizio novembre. La temperatura aveva, da pochi giorni, iniziato a scendere. Lei giaceva infreddolita sul grande letto, sotto al trapuntino.

Era profondamente innamorata di suo marito e adorava dormire stretta a lui; anche quella notte quindi, le venne spontaneo girarsi verso di lui per cercare il suo corpo. Allungò un po’ il braccio e gli diede un bacio sulla guancia ma…  la sentì stranamente liscia. Continua a leggere

Un tranquillo WE… di paura!

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Le finestre sono aperte. Tutte. Sperano di riuscire a far entrare un po’ di ossigeno… Far uscire l’odore della morte…

Da una delle finestre si intravede passare una figura… LEI.

I capelli hanno visto giorni migliori, sono spettinati, legati alla meno peggio. È malvestita, indossa abiti comodi, da casa, nulla con cui oserebbe mai farsi vedere in giro. La faccia è sofferente e… VERDE… Continua a leggere