Quando Babbo Natale causa traumi infantili

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Vi avverto subito. Il post alterna sprazzi di serietà a min***ate. Non si riferisce a nessuno in particolare; se vi sentite chiamati in causa… mi dispiace per voi 😀

Anche per quest’anno i regali sono stati scartati. La sera della Vigilia finalmente, dopo due mesi passati a ricattare i bambini perchè si sa, se non fanno i bravi Babbo Natale non porta niente, abbiamo invaso ci siamo riuniti a casa di mia cognata per festeggiare e aspettare i tanto attesi regali.

Lo scorso anno è toccato al martirio travestirsi ma quest’anno probabilmente avremmo fregato Continua a leggere

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L’estate sta finendo…e… menomale!

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Sottotitolo: il post che non avrei mai immaginato di scrivere.

Allora, premetto: io sono sempre stata estate-dipendente! Sempre! Già in primavera, quando cambia l’ora e le giornate si allungano, la sottoscritta rinasce. E’ sempre stato così, da quando ero piccola.

Non so se il motivo è che, essendo cresciuta vicino Milano, gli inverni della mia gioventù facevano veramente cagare o perchè finiva la scuola, perchè si andava in vacanza o semplicemente perchè amo il sole, il caldo, e le belle giornate.

Per non parlare del mare… quello è sempre stato una specie di droga. Se non si assume almeno una volta all’anno, per me, la vita non ha più un senso.

Perfino quando ho iniziato a lavorare, l’estate non ha mai smesso di piacermi nè di farmi desiderare che durasse all’infinito. Eppure col mio lavoro in estate si lavora il doppio… il triplo… no, aspè, si lavora anche il quadruplo!

Poi è arrivata QUESTA estate.

Visto che l’inverno di Mirko è stato così travagliato a causa dei bronchi, la decisione più sensata ci è sembrata… fargli fare tre mesi di mare 😀 ! Anche perchè, una volta che finisce l’asilo, con quel caldo torrido a ‘sti porelli che je fai fà?? Li porti ai giardinetti alle 8 e li riporti a casa alle 9? Li fai uscire di nuovo dopo le 18? E il resto della giornata? Lo abbiamo già fatto lo scorso anno e non è stato il massimo della vita.

E così mentre pensavamo a come incastrare le ferie alternandole, ecco che i nonni si sono offerti di tenerli per un mese, purchè noi avessimo trovato una casa vicina al mare e non troppo distante da Roma.

Sono quindi iniziate le ricerche e grazie alla mia amica E, pardon, mammadellegemelle, abbiamo trovato una casa di fronte a quella che ha comprato lei. Una volta cominciato a farsi due conti abbiamo realizzato che, per poterla sfruttare ben tre mesi, avremmo dovuto condividerla anche con qualcun altro; in fondo in fondo era sì vecchia ma era grande, grandissima e il prezzo era imbattibile per la zona e il periodo così lungo. Insomma ‘na vera botta de culo se non hai il portafogli a fisarmonica.

Una volta trovati anche gli amici con cui dividerla il gioco sembrava fatto… A parole! Metti 4 bambini (tutti maschi!) nella stessa casa per due mesi consecutivi. Metti che ‘ste pesti litigano anche se hanno in mano 4 giochi uguali! Che non vogliono stare seduti a tavola, che si fanno i dispetti, che si menano e che fanno a gara a chi ti fa innervosire di più.

L’epilogo è stato:

  • nonni distrutti, che non credo rifaranno mai una cosa del genere e dopo un mese avevano perso 5 anni di vita.
  • io, pendolare tra il centro di Roma e il litorale laziale, con conseguenti maledizioni al sistema dei trasporti, tanto da farmi arrivare a dire che a Milano, al confronto, sono una meraviglia!
  • io, completamente distrutta dal vai a lavorare, torna nel pomeriggio, mangia alla velocità della luce e portali al mare, fagli la doccia, prepara con la tua amica la cena per “8 sotto sotto un tetto”, tienili un po’ fuori la sera per farli giocare e poi mettili a nanna. Perchè domani la sveglia suona alle 6 e devi prendere il treno!
  • Lui, egualmente distrutto dal fatto che faceva pure i turni e, quando si è preso le ferie, ha ammesso che era meno faticoso andare al lavoro.
  • 4 genitori sull’orlo di una crisi di nervi… che non ripeteranno mai più una simile esperienza!

Ecco perchè per la prima volta in tutta la mia vita sono così felice che sia arrivata la metà di settembre. Care maestre, mo’ so’ ca_ _i vostri!

 

Happy B-day amore di mamma

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Caro Manuel,

voglio raccontarti una storia, avvenuta quattro anni fa…

Era notte e c’era una ragazza di 29 anni (e stavolta è vero!) che camminava avanti e indietro lungo il corridoio di un ospedale. Aveva un grosso pancione che da qualche ora aveva iniziato a farle male. Lì dentro c’era un bimbo ed era quasi pronto per nascere…  Continua a leggere

Aerosol e bambini: manuale tragicomico di sopravvivenza

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Alzi la mano chi non ha silenziosamente imprecato nel momento in cui il pediatra ha prescritto l’aerosol al nano!
Alzi la mano chi è così fortunata da avere un bimbo piccolo che se lo lascia fare senza protestare!

Uhm… non vedo mani alzate… Allora forse la mia miniguida potrebbe esservi utile! Continua a leggere

Quei giorni in ospedale che vorrei dimenticare

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Avevo in mente tutt’altro per il primo post di questo nuovo anno. E soprattutto avevo intenzione di scriverlo molto prima.

Vi avrei detto che io, al contrario di molti, non volevo mandare a fan**lo il 2014; perchè mi aveva regalato la gioia immensa di diventare mamma per la seconda volta e proprio questa felicità faceva sparire tutti i momenti poco positivi che nell’arco dell’anno sono capitati.

Vi avrei raccontato di quanto ci siamo divertiti a Capodanno, tutti insieme a casa della mia amica Annalisa, in quel paesino poco lontano da Roma.

Invece è arrivato il 4 gennaio e, anzichè scrivere al pc, mi ritrovo con carta e penna in mano e scrivo, cercando di scacciare quella paura che mi attanaglia, osservando mio figlio che finalmente è riuscito ad addormentarsi, sdraiato sul lettino della sala rossa del Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I.

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Natale ti odio… o forse no?

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Anche quest’anno, senza che me ne sia resa conto, il Natale è praticamente alle porte. E per una come me, che detesta i centri commerciali in ogni periodo dell’anno, questo è il periodo peggiore. Ma questa volta non mi freghi caro Natale! Non mi ritroverò come al solito all’ultimo minuto in uno di quei posti infernali, circondata da gente che sgomita, alla caccia di regali che, nove volte su dieci, vengono fatti per dovere e non perchè uno voglia veramente farli.

A casa mia, quest’anno, i doni di Babbo Natale anzichè arrivare sulla slitta, Continua a leggere