Lo dicevo io….

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Ore 6.00. Ecco quel pianto così familiare; poi il rumore di “bimbo che scende dal lettino scavalcando la sponda” e si dirige verso il lettone. Apri un occhio, vedi l’ora e pensi “tacci de pippo, mi hai fregato l’ultima mezz’ora di sonno!”. Lo fai sistemare sotto le coperte e… Tadaaaan! Arriva anche Manuel.

A quel punto il martirio ci rinuncia e si alza per preparare la colazione. Mirko capisce che si mangia e gli corre dietro. 85 cm di bambino e mangia come un camionista! Manuel si rannicchia vicino vicino e trema. Con un salto felino balzi giù dal letto e il termometro è già sotto l’ascella. 38.8!!! Eccccccerto! è già passato un mese dall’ultimo febbrone, poi finisce che una perde l’abitudine!

Mentre scrivo, sto sul divano insieme a lui; a fare il pieno di episodi di “Oggy e i maledetti scarafaggi“, un terrificante cartone francese che a lui fa morire dal ridere. Nel frattempo una montagna di lavoro mi sta aspettando sulla scrivania.

Lo dicevo io che a questa settimana non sarei potuta sopravvivere!!!

 

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Happy B-day amore di mamma

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Caro Manuel,

voglio raccontarti una storia, avvenuta quattro anni fa…

Era notte e c’era una ragazza di 29 anni (e stavolta è vero!) che camminava avanti e indietro lungo il corridoio di un ospedale. Aveva un grosso pancione che da qualche ora aveva iniziato a farle male. Lì dentro c’era un bimbo ed era quasi pronto per nascere…  Continua a leggere

Aerosol e bambini: manuale tragicomico di sopravvivenza

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Alzi la mano chi non ha silenziosamente imprecato nel momento in cui il pediatra ha prescritto l’aerosol al nano!
Alzi la mano chi è così fortunata da avere un bimbo piccolo che se lo lascia fare senza protestare!

Uhm… non vedo mani alzate… Allora forse la mia miniguida potrebbe esservi utile! Continua a leggere

Quei giorni in ospedale che vorrei dimenticare

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Avevo in mente tutt’altro per il primo post di questo nuovo anno. E soprattutto avevo intenzione di scriverlo molto prima.

Vi avrei detto che io, al contrario di molti, non volevo mandare a fan**lo il 2014; perchè mi aveva regalato la gioia immensa di diventare mamma per la seconda volta e proprio questa felicità faceva sparire tutti i momenti poco positivi che nell’arco dell’anno sono capitati.

Vi avrei raccontato di quanto ci siamo divertiti a Capodanno, tutti insieme a casa della mia amica Annalisa, in quel paesino poco lontano da Roma.

Invece è arrivato il 4 gennaio e, anzichè scrivere al pc, mi ritrovo con carta e penna in mano e scrivo, cercando di scacciare quella paura che mi attanaglia, osservando mio figlio che finalmente è riuscito ad addormentarsi, sdraiato sul lettino della sala rossa del Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I.

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