La casa di Babbo Natale

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Ci vuole una piccola premessa.

Gli ultimi due inverni sono stati terrificanti. Per farmi capire subito come sarebbero andati, hanno giocato d’anticipo e hanno lanciato i primi segnali già a metà ottobre. Due anni fa è stato il primo (ed unico) anno di Manuel al nido e io avevo le sembianze di una balena incinta. Lo scorso anno invece ci ha pensato il nuovo arrivato.

La loro tabella di marcia prevedeva che il venerdì bisognava TASSATIVAMENTE ammalarsi. Gli unici fine settimana in cui sono stati bene, guarda un po’, il papà doveva lavorare.

Quest’anno invece (non vorrei dirlo ad alta voce, per paura di portarmi jella da sola) siamo a metà dicembre e fino ad ora si sono ammalati  poco. Sì, ok, Manuel ha avuto pure la ricaduta, ma visto che si é alternato col fratello, è stata un’unica botta da 10 giorni. Rispetto ai loop da un mese per volta dell’anno scorso, è sembrata una passeggiata.

Mettici pure che il martirio da qualche tempo ha cambiato mansioni e ha qualche domenica libera in più… e mamma Silvia si sente come un carcerato appena rimesso in libertà! Continua a leggere

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Il sabato: da teen a mom

C’era un tempo in cui la sottoscritta considerava il sabato un giorno sacro. E non per motivi religiosi. Sabato sera papà concedeva la libera uscita. Accadeva SOLO il sabato sera; il resto della settimana si andava a scuola e al massimo si usciva un po’ di pomeriggio. Dopo aver giurato col sangue che non ci sarebbero state interrogazioni/verifiche/compiti lasciati in sospeso.

Io e la mia migliore amica, la mitica L. (Tata, sai che sto parlando di te!), non saremmo rimaste a casa il sabato sera nemmeno per tutto l’oro del mondo. Prima della patente si usciva rigorosamente in motorino (il suo!) anche con la pioggia, col freddo (e in quel paesino in provincia di Milano in inverno faceva un freddo cane!), con la neve o con qualsiasi fenomeno atmosferico avverso. Uscivamo perfino Continua a leggere