Una Pasquetta salvata in corner

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Ok, è Pasquetta. E, come ogni giorno di festa che si rispetti, Lui lavora! Dopo quasi 11 anni dovrei averci fatto l’abitudine, invece no, mi scoccia ogni volta. Solitamente trovo il modo per non rimanere da sola, grazie alla famiglia o grazie agli amici. Questa volta invece, ho realizzato che arrivava Pasqua… circa tre giorni prima. E ammetto di non essermi nemmeno sbattuta più di tanto per vedere se c’era qualcuno con cui trascorre questi due giorni.

Non è così strano quindi che questa mattina me rodeva ancora prima di aprire gli occhi.

Quando ero più gggiovane, le rare volte in cui a Pasquetta non pioveva, ero abituata all’immancabile grigliata e ad andare a ubriacarmi con gli amici per campi; Continua a leggere

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il WE de merde…

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Da quanto tempo non riesco a scrivere un post? Da quanto tempo non riesco ad avere un minuto per me stessa? Mah.. ho perso il conto.. Ho mille idee in testa, mille cose da condividere, mille spunti che mi fanno pensare “Ca_ _o! Devo scriverci un post! E poi mi ritrovo con ZERO minuti di tempo per mettermi tranquilla e scrivere. Continua a leggere

Aerosol e bambini: manuale tragicomico di sopravvivenza

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Alzi la mano chi non ha silenziosamente imprecato nel momento in cui il pediatra ha prescritto l’aerosol al nano!
Alzi la mano chi è così fortunata da avere un bimbo piccolo che se lo lascia fare senza protestare!

Uhm… non vedo mani alzate… Allora forse la mia miniguida potrebbe esservi utile! Continua a leggere

Quei giorni in ospedale che vorrei dimenticare

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Avevo in mente tutt’altro per il primo post di questo nuovo anno. E soprattutto avevo intenzione di scriverlo molto prima.

Vi avrei detto che io, al contrario di molti, non volevo mandare a fan**lo il 2014; perchè mi aveva regalato la gioia immensa di diventare mamma per la seconda volta e proprio questa felicità faceva sparire tutti i momenti poco positivi che nell’arco dell’anno sono capitati.

Vi avrei raccontato di quanto ci siamo divertiti a Capodanno, tutti insieme a casa della mia amica Annalisa, in quel paesino poco lontano da Roma.

Invece è arrivato il 4 gennaio e, anzichè scrivere al pc, mi ritrovo con carta e penna in mano e scrivo, cercando di scacciare quella paura che mi attanaglia, osservando mio figlio che finalmente è riuscito ad addormentarsi, sdraiato sul lettino della sala rossa del Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I.

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Malinconia esci da questo corpo!

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Stavo notando che questi ultimi post sono un po’ troppo malinconici e la cosa non mi piace. Forse è colpa del fatto che non andavo dai miei da troppo tempo e sentivo la mancanza di tutti i parenti e amici lasciati lì. Forse è perchè è quasi Natale e quest’anno non lo passerò con la mia famiglia. O forse è perchè tra poco devo ritornare al lavoro.

Eh già, il 7 gennaio si ricomincia e mi sento come se fossi divisa in due. Da una parte sono felice. Anzi, felicissima! Continua a leggere

Tornare a casa…

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Tornare a casa è percorrere l’ A1 e attendere di vedere il cartello con il nome della tua città…

Tornare a casa è ripercorrere il vialetto d’ingresso e vedere che il balcone di mamma è sempre il più fiorito che ci sia in tutto il palazzo…

Tornare a casa è rientrare nella tua vecchia cameretta e invaderla con tutte le tue cose perchè tanto anche tua sorella non abita più lì…

Tornare a casa è provare malinconia perchè tua sorella non abita più lì…

Tornare a casa è ridere come una matta perchè quella disgraziata, prima di andare via, ha lasciato un ricordino appiccicato sul tuo letto… Continua a leggere

La ragazza che amava viaggiare

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C’era una volta una ragazza che adorava viaggiare. Sognava di girare il mondo, rimaneva incantata ammirando le splendide fotografie affisse alle vetrine delle agenzie di viaggi (nonostante odiasse i viaggi “impacchettati”), divorava guide turistiche, trascorreva ore e ore rapita dalle trasmissioni televisive che parlavano di turismo. Seguiva perfino quel programma condotto da quella signora famosa che le stava pure un po’ sulle palle. Addirittura, uno dei suoi libri preferiti era l’atlante geografico…

C’era una volta una ragazza che appena riusciva a mettere Continua a leggere

Anche io entro nel club delle pessime madri!

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Ve l’ho raccontato qualche giorno fa; i miei nani si sono ammalati nello stesso momento. E se Manuel finalmente sembra essersi ripreso, Mirko ha deciso di non mollare. Mangia poco, respira malissimo e passa la notte tossendo e gridando come un disperato.

Venerdì mattina, reduce dalla terza notte in bianco, coi capelli da pazza e delle borse sotto gli occhi che parevano due Samsonite, mi sono piazzata per l’ennesima volta nella sala d’aspetto del pediatra. Ormai ho la cittadinanza onoraria sulla sedia di fianco alla libreria. Dopo più di un’ora di attesa e la visione di una bimba con la faccia cosparsa di puntini, sopraffatta dal senso di colpa che mi strillava nelle orecchie “Brava! Come al solito hai scelto il momento giusto per portarlo! Ora chissà questa che cazzo di malattia ha; e tu l’hai fatta prendere ad un bambino di nemmeno 8 mesi!“, ecco che riusciamo ad entrare nello studio. Continua a leggere

SOS: figli malati e genitori martiri

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– Manuel, che stai facendo? Perchè hai aperto il cassetto delle posate?

– Prendo un cucchiaino, per preparare la pasta di macchinine che poi potete provare!

… al martirio è toccata una Mercedes. A me, tanto x cambiare, Saetta McQueen. E non ci siamo potuti fermare al primo boccone. Che tocca fà per tenerlo impegnato!

Eh già… solo un mese fa stavamo messi Continua a leggere

Il sabato: da teen a mom

C’era un tempo in cui la sottoscritta considerava il sabato un giorno sacro. E non per motivi religiosi. Sabato sera papà concedeva la libera uscita. Accadeva SOLO il sabato sera; il resto della settimana si andava a scuola e al massimo si usciva un po’ di pomeriggio. Dopo aver giurato col sangue che non ci sarebbero state interrogazioni/verifiche/compiti lasciati in sospeso.

Io e la mia migliore amica, la mitica L. (Tata, sai che sto parlando di te!), non saremmo rimaste a casa il sabato sera nemmeno per tutto l’oro del mondo. Prima della patente si usciva rigorosamente in motorino (il suo!) anche con la pioggia, col freddo (e in quel paesino in provincia di Milano in inverno faceva un freddo cane!), con la neve o con qualsiasi fenomeno atmosferico avverso. Uscivamo perfino Continua a leggere