Natale ti odio… o forse no?

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Anche quest’anno, senza che me ne sia resa conto, il Natale è praticamente alle porte. E per una come me, che detesta i centri commerciali in ogni periodo dell’anno, questo è il periodo peggiore. Ma questa volta non mi freghi caro Natale! Non mi ritroverò come al solito all’ultimo minuto in uno di quei posti infernali, circondata da gente che sgomita, alla caccia di regali che, nove volte su dieci, vengono fatti per dovere e non perchè uno voglia veramente farli.

A casa mia, quest’anno, i doni di Babbo Natale anzichè arrivare sulla slitta, Continua a leggere

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Ricordando Cuba…

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Sono le 20 e, come ogni sera, Manuel cerca di convincermi a fargli vedere qualche altro cartone animato invece di sintonizzarmi sul telegiornale. Non cedo. Prima è stato accontentato lui, ora tocca a me.

Il tg inizia e il conduttore inizia con una notizia che definisce storica. E lo è. Lo è davvero. L’America si apre a Cuba, ristabilendo le relazioni diplomatiche.

La mia mente inizia a viaggiare all’indietro, a quel maggio 2013, Continua a leggere

Tornare a casa…

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Tornare a casa è percorrere l’ A1 e attendere di vedere il cartello con il nome della tua città…

Tornare a casa è ripercorrere il vialetto d’ingresso e vedere che il balcone di mamma è sempre il più fiorito che ci sia in tutto il palazzo…

Tornare a casa è rientrare nella tua vecchia cameretta e invaderla con tutte le tue cose perchè tanto anche tua sorella non abita più lì…

Tornare a casa è provare malinconia perchè tua sorella non abita più lì…

Tornare a casa è ridere come una matta perchè quella disgraziata, prima di andare via, ha lasciato un ricordino appiccicato sul tuo letto… Continua a leggere

Due giorni di ordinaria follia

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La storia ha inizio ieri mattina…

Suona la sveglia e mi giro dall’altra parte. Mi rigiro e la punto 15 minuti più tardi, tanto stamattina c’è anche papà che mi aiuta a preparare Manuel. Mirko è già nel lettone da qualche ora perchè durante la notte vuole sempre almeno un biberon. Ma prima che la sveglia suoni di nuovo ecco che anche Manuel si infila nel lettone. Il martirio lo tocca ed esclama: “Amò, me sa che c’é un problema!”. Io lo guardo e dal colore delle guanciotte capisco… Prendo il termometro per pura formalità.

A casa mia, quando Manuel si ammala, la tensione si taglia con un coltello. Già, perché il terremoto soffre di convulsioni febbrili. Le ha ogni volta in cui ha la febbre. Ogni santa volta. Calcolando che ad ogni episodio mi sembra di aver perso 10 anni di vita… credo di avere i giorni contati. Continua a leggere

Vorrei una casa autopulente

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Ode all’aspirapolvere

Sette anni or sono da me sei arrivata,

in una fredda giornata di dicembre…

da mia cognata Mena mi sei stata regalata

e speravo saresti rimasta con me per sempre.

Poi un giorno, ahimè, hai svampato

ed il mio povero cuore hai spezzato

ma due giorni dopo sei resuscitata

ed io mi sento finalmente rinata.

No, non mi sono drogata. No, non mi sono nemmeno ubriacata; Continua a leggere

La ragazza che amava viaggiare

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C’era una volta una ragazza che adorava viaggiare. Sognava di girare il mondo, rimaneva incantata ammirando le splendide fotografie affisse alle vetrine delle agenzie di viaggi (nonostante odiasse i viaggi “impacchettati”), divorava guide turistiche, trascorreva ore e ore rapita dalle trasmissioni televisive che parlavano di turismo. Seguiva perfino quel programma condotto da quella signora famosa che le stava pure un po’ sulle palle. Addirittura, uno dei suoi libri preferiti era l’atlante geografico…

C’era una volta una ragazza che appena riusciva a mettere Continua a leggere

Anche io entro nel club delle pessime madri!

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Ve l’ho raccontato qualche giorno fa; i miei nani si sono ammalati nello stesso momento. E se Manuel finalmente sembra essersi ripreso, Mirko ha deciso di non mollare. Mangia poco, respira malissimo e passa la notte tossendo e gridando come un disperato.

Venerdì mattina, reduce dalla terza notte in bianco, coi capelli da pazza e delle borse sotto gli occhi che parevano due Samsonite, mi sono piazzata per l’ennesima volta nella sala d’aspetto del pediatra. Ormai ho la cittadinanza onoraria sulla sedia di fianco alla libreria. Dopo più di un’ora di attesa e la visione di una bimba con la faccia cosparsa di puntini, sopraffatta dal senso di colpa che mi strillava nelle orecchie “Brava! Come al solito hai scelto il momento giusto per portarlo! Ora chissà questa che cazzo di malattia ha; e tu l’hai fatta prendere ad un bambino di nemmeno 8 mesi!“, ecco che riusciamo ad entrare nello studio. Continua a leggere

SOS: figli malati e genitori martiri

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– Manuel, che stai facendo? Perchè hai aperto il cassetto delle posate?

– Prendo un cucchiaino, per preparare la pasta di macchinine che poi potete provare!

… al martirio è toccata una Mercedes. A me, tanto x cambiare, Saetta McQueen. E non ci siamo potuti fermare al primo boccone. Che tocca fà per tenerlo impegnato!

Eh già… solo un mese fa stavamo messi Continua a leggere

Il sabato: da teen a mom

C’era un tempo in cui la sottoscritta considerava il sabato un giorno sacro. E non per motivi religiosi. Sabato sera papà concedeva la libera uscita. Accadeva SOLO il sabato sera; il resto della settimana si andava a scuola e al massimo si usciva un po’ di pomeriggio. Dopo aver giurato col sangue che non ci sarebbero state interrogazioni/verifiche/compiti lasciati in sospeso.

Io e la mia migliore amica, la mitica L. (Tata, sai che sto parlando di te!), non saremmo rimaste a casa il sabato sera nemmeno per tutto l’oro del mondo. Prima della patente si usciva rigorosamente in motorino (il suo!) anche con la pioggia, col freddo (e in quel paesino in provincia di Milano in inverno faceva un freddo cane!), con la neve o con qualsiasi fenomeno atmosferico avverso. Uscivamo perfino Continua a leggere

Viaggiare: ecco come piace a me

Ho già detto che adoro viaggiare. Se potessi, sarei perennemente con la valigia pronta e un biglietto aereo in mano! Difficilmente vado più volte nello stesso posto, ho troppi paesi ancora da vedere. La mia lista è praticamente infinita e mi accontenterei di visitarne anche solo la metà… No, non è vero! Voglio vederli tutti!

Come ho già accennato in un altro post, “I miei viaggi… tra sogno e realtà”, viaggiare è una passione che mi ha trasmesso papà ma, purtroppo, fino a che ho vissuto coi miei e sono andata a scuola non ho potuto viaggiare molto. Ci sono state le “vacanze diversamente divertenti”, la vacanza studio in Irlanda e quella in Francia (prima o poi vi racconterò quello che ho combinato!) durante gli anni delle superiori, poi ho cercato di rifarmi un pochino quando ho iniziato l’università e ho trovato il primo lavoretto che mi ha permesso di pagarmi qualche sfizio.

La prima vacanza è stata Continua a leggere