Si fa presto a dire “bottiglia della calma”

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Immaginate un giorno qualunque. Siete stranamente sole in casa e state cazzeggiando al computer. In quanto mamme, in testa alla top ten dei siti più visitati (escludendo Facebook) c’è il blog Cose da mamme.

Mentre siete impegnate a spulciare vari post, vi casca l’occhio su quello che parla della bottiglia della calma. Rimanete ipnotizzate alla vista di quella bottiglietta colorata, piena di brillantini… leggete dei poteri miracolosi che ha nell’aiutare i vostri bambini a gestire i momenti di rabbia. Vi informate anche su altri siti e tutti la elogiano.

Pensate subito a quei due piccoli criminali che girano dentro casa vostra e avete un’illuminazione: DOVETE AVERLA ANCHE VOI. SUBITO.

Bastano pochissime cose per farla e, fortunatamente, le avete già in casa:

  • bottiglietta di plastica trasparente da mezzo litro
  • glitter
  • colorante alimentare (nel mio caso è blu e liquido)
  • cannucce
  • carta argentata per alimenti
  • shampoo incolore; così finalmente vi liberate di quella ciofeca comprata al mare la scorsa estate, quella che non lava un emerito ca**o.

Procedimento:

Riempite con l’acqua mezza bottiglietta e mettete un po’ di colorante, i glitter, qualche pallina di carta argentata e una o due cannucce tagliate a pezzetti. Aggiungete anche lo shampoo per far sì che il mappazzone non scenda troppo velocemente mentre cercate di esorcizz far calmare il nanetto isterico. Infine aggiungete l’acqua necessaria a riempire la bottiglietta.

Facile, vero? A prova di Silvia, oserei dire.

Ma trattandosi proprio di me, inizialmente le cose non sono andate proprio come si aspettava la Montessori.

Nella mia mente infatti, si è subito materializzata l’immagine di un bel lago turchese e scintillante di glitter che si espandeva sul pavimento della sala.

Ho pensato quindi di incollare il tappo alla bottiglietta col super attak. E siccome mi piace esagerare e far le cose in grande, ci ho incollato anche le mie dita! Mentre cercavo di togliere la colla da una mano, ho sporcato anche l’altra. Ecco quindi che, con la proverbiale calma che mi contraddistingue, ho sfoggiato tutto il miglior repertorio di parolacce tratto dal vocabolario “camionista incazzato”, ho guardato le due bottigliette e le ho mandate a fanc**o!

Poi ne ho presa una in mano e ho iniziato a girarla… e sono rimasta in fissa come una scema.

A quel punto ho pensato: vabbè, mi sarò pure incollata le dita però guarda che bel lavoro ho fatto per i miei figli! Quasi quasi, nn vedo l’ora che si incazzino per fargliela provare.

Ovviamente non ci è voluto molto… ma quando io, tutta orgogliosa, gli ho messo in mano la bottiglia, loro che hanno fatto? Me l’hanno lanciata!!!

Decisamente sconsolata, ero già pronta a scrivere un post dal titolo “bottiglia della calma, un par de cojoni” quando ho visto che i nani hanno iniziato a manifestare un certo interesse. Gli ho spiegato che quando si arrabbiavano potevano usarla per calmarsi e che poi l’avremmo rimessa a posto e avremmo parlato per risolvere il problema. Dopo qualche settimana di esperimenti posso dire che funziona davvero, tant’è che ne ho fatta un’altra per il bimbo della mia amica E. (senza incollarmi le dita!!!).

La vera soddisfazione però è arrivata nel momento in cui LUI, il martirio, ne ha decantato le lodi col marito della mia amica, dicendogli: “Oh, io pensavo che era ‘na cazzata, invece me tocca daje ragione!”

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