Quando Babbo Natale causa traumi infantili

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Vi avverto subito. Il post alterna sprazzi di serietà a min***ate. Non si riferisce a nessuno in particolare; se vi sentite chiamati in causa… mi dispiace per voi 😀

Anche per quest’anno i regali sono stati scartati. La sera della Vigilia finalmente, dopo due mesi passati a ricattare i bambini perchè si sa, se non fanno i bravi Babbo Natale non porta niente, abbiamo invaso ci siamo riuniti a casa di mia cognata per festeggiare e aspettare i tanto attesi regali.

Lo scorso anno è toccato al martirio travestirsi ma quest’anno probabilmente avremmo fregato solo Mirko.   Ecco quindi che un po’ prima della mezzanotte (perchè i nani ormai stavano diventando ingestibili) il panzone vestito di rosso ha suonato il campanello ed è scappato, lasciando fuori dalla porta i sacchi con dentro i regali.

Manuel è stato felicissimo di ricevere il tanto desiderato quartier generale dei Paw patrol e i Lego city mentre Mirko… non ci ha capito niente, poverino! *_*

Devo ammettere che da quando ci sono i miei bambini, il Natale mi piace un po’ di più ma quello che non riesco a sopportare è il bombardamento di pubblicità che tocca subire da novembre in poi. Una volta bastava cambiare canale ma ora ci sono loro che guardano i cartoni. Ad ogni stacco pubblicitario ti fanno due palle così con giocattoli che, nel 90 % dei casi, fanno ca*are!

Possibile che i bambini a tre o quattro anni debbano per forza avere un tablet o un mini computer? Possibile che ogni spot, di qualsiasi cosa, debba per forza spronarti a scaricare un’ app? Addirittura ho visto una specie di smartphone che manda davvero i messaggi ma fatto apposta per i bimbi. Ma stiamo scherzando? Dobbiamo rincojonirli già da piccoli?!

Ditemi pure che sono antiquata ma secondo me i bambini devono giocare con le macchinine, i trenini, i puzzle, i lego, i giochi di società e soprattutto (tempo permettendo) stare fuori, all’aria aperta a rincorrersi, giocare a pallone e così via, non restare in fissa davanti ad uno schermo che li rende cecati prima del tempo e che li fa isolare. Per me una partita in due alla Play o all’ X-box NON è giocare insieme!

Certo che se poi vedono i genitori che durante il pranzo di Natale, o in altre occasioni, stanno col telefono in mano invece che impegnati a chiacchierare, potrebbero rimanere un po’ destabilizzati. Io e mio marito infatti abbiamo bandito il cellulare dalla tavola e non solo a Natale ma sempre.

Noi, a Natale, abbiamo fatto una bella sfida a Taboo con squadre che andavano dai 12 ai 65 anni e ci siamo ammazzati dalle risate. Altro che tablet e cellulari!

Se avete paura di deludere i vostri figli perchè desideravano un gioco non adatto alla loro età, magari è il caso di coinvolgerli un po’ di più e giocare insieme a loro invece di farsi vedere sempre con qualcosa di tecnologico in mano.

Discorsi seri a parte, io in realtà non ho ancora superato il trauma infantile derivante dal fatto che non ho mai ricevuto sto ca**o di Pisolone e la casa di campagna di Barbie! Maledetto Babbo Natale! Devi spiegarmi perchè l’hai portata a quella stronzetta della mia compagna di classe e non a me!!!

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