La casa di Babbo Natale – parte II

20151115_202938Come anticipato nel post precedente, la nostra visita è inziata abbastanza presto. Qualche minuto prima delle 9.oo eravamo già al parcheggio (decisamente poco economico) del castello. Un altro pro dell’aver scelto quell’orario è che abbiamo parcheggiato in uno spiazzo semi-vuoto e non abbiamo fatto nessuna fila nè per pagare il parcheggio, nè per fare i biglietti.

Per entrare nel castello abbiamo dovuto lasciare i passeggini fuori (anche quì, quando siamo arrivati ce n’erano 4 messi in croce mentre all’uscita erano tantissimi). Dal momento che tutti e tre i nanetti ormai non hanno problemi a camminare, non è stato un grande problema. Immagino che se qualcuno fosse andato con una carrozzina però, avrebbe avuto qualche difficoltà in più.

Appena entrati ci hanno fatto accomodare in una sala allestita con tavolini e seggioline di plastica. Su ogni tavolino c’erano fogli e pennarelli per poter scrivere una letterina a Babbo Natale e tutti e tre i bambini sono stati felici di colorare un po’.

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Giusto il tempo di scriverla e ci siamo spostati in un altra ala. Per arrivarci siamo dovuti uscire e rientrare da un’altro ingresso. Siamo quindi arrivati in una zona dove una fatina dei ghiacci dava il benvenuto nella casa di Babbo Natale.

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In seguito siamo stati accompagnati da un simpatico elfo per spedire la famigerata letterina. Ogni bambino poteva mettere la sua su una specie di rullo; poi l’elfo tirava la manovella e la letterina partiva. Prima di andare via  ai bambini veniva consegnato un attestato.

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A questo punto ci siamo spostati nuovamente per vedere lo studio dove Babbo Natale legge tutte le letterine e prepara i regali. Di fianco c’era anche il lettone dove si riposava.

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Infine siamo giunti alla sala dove il panzone di rosso vestito stava seduto per farsi la foto insieme ai bambini… e ai genitori, visto che i nanetti erano tutti un po’ perplessi.

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Una volta fatta la foto siamo stati accompagnati in una sala dove si teneva un laboratorio creativo con la pasta di sale. Manuel si è divertito parecchio e…anche io e la mia amica! Mirko e l’altro bimbo, non avendo nemmeno due anni, non hanno partecipato molto.

Quello che non mi è piaciuto è che sia il momento della letterina che questo laboratorio sono stati fatti coi minuti contati. Dal momento che ogni mezz’ora entra un nuovo gruppo, bisogna lasciare il posto e andare via. Fa molto “macchina mangia-soldi”.

Siamo quindi usciti fuori per vedere i 4 spettacoli che c’erano in programma. Ahimè non ho foto da mostrare perchè la mia amica ha fatto solo dei video che non mi ha ancora passato.

Il primo è stato uno spezzone in chiave comica di Frozen e, sebbene fosse più un cartone da femmina, mio figlio è rimasto colpito dai personaggi in costume e dalle canzoni. Persino i due piccolini sono rimasti incantati.

Kristoff con l’accento che più sardo non si può è stato decisamente simpatico ma anche gli altri attori sono stati bravi. L’unica pecca sono state le canzoni in playback ma forse pretendere anche che sapessero cantare bene, è chiedere troppo.

Poi è stata la volta del genio della lampada e Yasmine e quì le risate si sono sprecate. Il genio era interpretato da un ragazzo pugliese (anche lui con un accento marcatissimo) che faceva autoironia sul suo fisico diversamente palestrato, sulle sue origini meridionali e che prendeva in giro la scarsa abilità di alcuni genitori nel comprendere le battute. Sicuramente questo spettacolo è piaciuto più a noi genitori che ai bambini, anche se il ragazzo è stato bravo nel coinvolgere anche i più piccoli.

Non mi è invece piaciuta la rappresentazione tratta dalla Spada nella roccia. Si riduceva solo ad un misero combattimento tra cavalieri e un bimbo scelto tra quelli nel pubblico che tirava fuori la spada mentre Mago Merlino raccontava in breve la storia.

Per lo spettacolo dei Puffi invece siamo arrivati tardi; ci eravamo presi un attimo di pausa per far mangiare qualcosa ai bambini e fare la fila per il truccabimbi. Le ragazze erano bravissime ma erano soltanto due per un sacco di bambini, quindi alla fine abbiamo rinunciato perchè avremmo dovuto aspettare davvero troppo.

Lo spettacolo successivo si sarebbe tenuto dopo un po’ ma noi abbiamo preferito tornare a casa, anche perchè pranzare lì sarebbe stato un salasso. In effetti abbiamo visto che parecchie persone entrate nei turni successivi erano già armate di pranzo.

Che dire? Nel complesso è stata una bella giornata, sia noi che i bambini ci siamo divertiti parecchio  ma alcune cose andrebbero migliorate, in primis la durata dei (soli) due laboratori. Il prezzo è un po’ caro, se consideri che come minimo paghi per due adulti ed un bambino, però bisogna dire che ci sono tantissime persone che lavorano quindi alla fine il costo è giustificato. Magari dovrebbero usare un minimo di astuzia e creare un po’ di differenza tra il prezzo dei biglietti, giusto per non dare quella sensazione che li stai spennando. Inoltre dovrebbero creare almeno due fasce di prezzo per i bambini. Un bimbo di 18 mesi non può pagare la stessa cifra di uno di 8 anni, perchè non usufruisce allo stesso modo dei laboratori e non capisce molto degli spettacoli. Probabilmente è lì solo per accompagnare un fratello o sorella più grande e i genitori per loro dovrebbero pagare solo una cifra simbolica.

Voglio dire, tutto sto popò di organizzazione e nessuno che conosca un minimo di strategia di vendita?

P.S Anche per questo post ringrazio la mia amica E. per avermi gentilmente concesso le sue foto 🙂

 

 

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