Aerosol e bambini: manuale tragicomico di sopravvivenza

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Alzi la mano chi non ha silenziosamente imprecato nel momento in cui il pediatra ha prescritto l’aerosol al nano!
Alzi la mano chi è così fortunata da avere un bimbo piccolo che se lo lascia fare senza protestare!

Uhm… non vedo mani alzate… Allora forse la mia miniguida potrebbe esservi utile!

Una piccola premessa.

Il mio nanetto è stato dimesso dall’ospedale con l’ordine tassativo di fare l’aerosol almeno 4 volte al giorno. Lui non lo sopporta! Ogni volta si contorce, grida come un pazzo e agita le manine, nonostante io cerchi di bloccargliele.

Non servono a nulla i bacini o le canzoncine sussurrate all’orecchio; lui riesce comunque a liberarsi dalla morsa d’acciaio in cui l’ho imprigionato e fa volare per terra la mascherina con annesso contenitore del farmaco.  Ecco, io in quel momento non impreco più silenziosamente; lo faccio a gran voce e il turpiloquio si spreca!

Perfino mio marito, nonostante il suo metro e ottanta di altezza e la costituzione tutt’altro che smilza (quando leggerà, ne pagherò le conseguenze) fa fatica a tenerlo fermo. Immaginate quanto faccia fatica io dal basso del mio metro e…. col cavolo che ve lo dico!

Non riuscivo a capacitarmi del fatto che un bimbo così piccolo potesse avere una forza simile! Mi sono scervellata pensando a tutti i modi possibili per riuscire a farglielo inalare senza ritrovarmi con le braccia completamente distrutte e le mani graffiate in stile “ho cercato di fare il bagno ad un gatto selvatico”.

La soluzione che ho trovato è altamente opinabile e potrà sembrarvi una tortura ma a me ha risolto il problema.

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Ecco la mia miniguida tragicomica 🙂

Prendete un bambino di 9 mesi. Questo è il mio caso ma ogni età sotto i 2 anni potrebbe andar bene.

Prendete un bambino di 9 mesi che è decisamente incaz*ato, perchè ha visto che state preparando l’occorrente per torturalo. Ha già capito cosa sta per succedere e ha già iniziato a piangere, nella speranza che voi desistiate.

Dategli un bacino e NON DESISTETE!

Prendete il bambino incaz*ato e infilatelo dentro ad un sacco nanna. Sistematelo in modo che non possa muovere le braccine.

Tenete il sacco il bambino sulle ginocchia e tenetegli la mascherina davanti al viso.

Cantate a squarciagola la vostra canzone preferita perché, ahimé, il metodo non vi salverà dalle sue urla.

Alla fine di tutto il procedimento, liberatelo dalla simil camicia di forza. Noterete che il bambino incaz*ato sembra appena uscito dalla vasca da bagno.

Smettetela di sentirvi delle madri di mer*a (lo avete fatto per il suo bene) e asciugatelo con cura.

A questo punto servire coccole, carezze e bacini in abbondanza. Non temete, il sovraddosaggio in questi casi non nuocerà alla salute del vostro bambino.

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