Ricordando Cuba…

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Sono le 20 e, come ogni sera, Manuel cerca di convincermi a fargli vedere qualche altro cartone animato invece di sintonizzarmi sul telegiornale. Non cedo. Prima è stato accontentato lui, ora tocca a me.

Il tg inizia e il conduttore inizia con una notizia che definisce storica. E lo è. Lo è davvero. L’America si apre a Cuba, ristabilendo le relazioni diplomatiche.

La mia mente inizia a viaggiare all’indietro, a quel maggio 2013, al momento in cui i miei piedi hanno toccato il suolo dell’Avana. Avevo sognato per anni di andarci e finalmente ci ero riuscita. L’avevo immaginata, avevo fantasticato ad occhi aperti, mi ero documentata tantissimo, o almeno pensavo di averlo fatto finchè un dettaglio, che non avevamo studiato bene, ci ha sconvolto la vacanza (ma di questo ne parlerò separatamente).

Ma tutto quello che vedi in tv, su internet, sulle guide turistiche ecc. non potrà mai prepararti davvero a quello che ti troverai davanti.

Un posto meraviglioso, fermo a 50 anni fa, con macchine coloratissime ed edifici coloratissimi che sì, avevi visto in foto, ma visti di persona fanno tutto un altro effetto. Quello che però dalle foto non può arrivarti è l’odore che senti passeggiando per le stradine dell’Avana vecchia, il sapore di quel mojito, i colori della frutta al mercato,

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quell’odore di salsedine che ti arriva alle narici a mano a mano che ti avvicini al Malecón,  il calore delle persone, la loro grande dignità e il loro orgoglio, uniti a quell’arte di sapersi arrangiare di cui avevi letto e che ti aveva fatto partire un po’ prevenuta nei confronti degli abitanti di quella città.

Mi ritorna anche in mente il viso di quel ragazzo gentilissimo che ci ha aiutati in un momento di difficoltà, senza ricevere nulla in cambio, se non il piacere, a suo dire, di una bella chiacchierata in italiano.

Dopo aver messo a letto i bambini corro al pc per leggere qualche articolo in merito a questa apertura del dialogo tra Usa e Cuba. Leggo che secondo il presidente degli Stati Uniti ciò comporterà maggior possibilità per i viaggi, il turismo, gli affari e le comunicazioni e soprattutto per l’utilizzo di carte di credito e Internet.

Obama dice : “Non si favoriscono i diritti umani cercando di far fallire gli Stati, ma dialogando”. Ma in prima linea, tra le aperture, non a caso mette la liberalizzazione degli investimenti nelle telecomunicazioni, per portare Internet su un’isola dove solo in pochi possono utilizzarlo. É proprio grazie alle concessioni dell’Avana che le aziende digitali americane potranno portarvi le proprie infrastrutture e tecnologie.

Ecco perchè sono più portata a pensare che agli Usa non interessino i diritti umani ma solo i soldi che potrebbero fare una volta allungati i loro tentacoli su Cuba.

Sono molto combattuta. Ho visto con i miei occhi quanto i cubani stiano male ma pensare che gli americani possano in qualche modo snaturare la bellezza di quell’isola mi mette tristezza.

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3 thoughts on “Ricordando Cuba…

  1. Come spesso succede sono finito sul tuo blog “per caso” (esistono cose che siano realmente per caso?? 🙂 e mi è piaciuto moltissimo questo articolo. Anche i miei piedi si sono poggiati sul suolo di Cuba : 2004 e 2013…anch’io avevo immaginato tanto e trovato altrettante differenze una volta sul posto. L’ho anche trovata molto diversa quando tornai nove anni dopo….e concordo con quello che dici anche sulla situazione politica. In ogni caso…VIVA CUBA!

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