Anche io entro nel club delle pessime madri!

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Ve l’ho raccontato qualche giorno fa; i miei nani si sono ammalati nello stesso momento. E se Manuel finalmente sembra essersi ripreso, Mirko ha deciso di non mollare. Mangia poco, respira malissimo e passa la notte tossendo e gridando come un disperato.

Venerdì mattina, reduce dalla terza notte in bianco, coi capelli da pazza e delle borse sotto gli occhi che parevano due Samsonite, mi sono piazzata per l’ennesima volta nella sala d’aspetto del pediatra. Ormai ho la cittadinanza onoraria sulla sedia di fianco alla libreria. Dopo più di un’ora di attesa e la visione di una bimba con la faccia cosparsa di puntini, sopraffatta dal senso di colpa che mi strillava nelle orecchie “Brava! Come al solito hai scelto il momento giusto per portarlo! Ora chissà questa che cazzo di malattia ha; e tu l’hai fatta prendere ad un bambino di nemmeno 8 mesi!“, ecco che riusciamo ad entrare nello studio.

Riferisco al dottore che ha avuto per due giorni la febbre e lui lo controlla con lo stetoscopio. Il suo verdetto: il ragazzo fischietta. Ha un po’ di broncospasmo.

“Ma dai! Sono tre settimane che vengo qui e dici che è solo un po’ di raffreddore. Finalmente ce sei arrivato! Un nobel per la scienza, no?? Come dici? Aerosol TRE VOLTE AL GIORNO?? Magari la prossima volta interveniamo ancora più tardi, così lo facciamo qualche volta in più!

Of course il dialogo è avvenuto solo nella mia mente.

Me ne torno a casa, rassegnata a spararmi tre sedute giornaliere di aerosol. Eh beh, si sa che i bambini di pochi mesi ADOOOORANO farsi mettere in faccia quella simpatica mascherina da cui fuoriesce quella deliziosa puzza di medicinale e che per giunta sta attaccata a quel marchingegno dal rumore infernale.

Ovviamente quella notte, dopo due sole inalazioni, il miracolo non c’è stato e abbiamo passato un’altra notte di merd in piedi. Lui urlava e io cercavo di cullarlo e più lo cullavo, più si incazzava. Più si incazzava lui, più davo i numeri io!

Con la palpebra a mezz’asta e un credito in ore di sonno perduto non quantificabile, esasperata da quel pianto incessante nelle orecchie sono arrivata a pensare “ma chi caz_o me l’ha fatto fare? Io non sono capace di gestire bambini urlanti. Anzi non sono capace di gestire bambini, punto e basta! Perchè ne ho fatti ben due! Sarei dovuta restare sola come ero prima!”

Il mattino dopo, dire che mi sentivo una persona di cacca è riduttivo.

Mollo i nani a mio marito e inizio a cazzeggiare sul web. Attraverso non so quali giri arrivo a lei, Lucrezia, autrice del blog C’era una vodka e ho un’autentica rivelazione… Non sono sola!

Leggo alla velocità della luce tutte le voci che compongono il manifesto del club delle pessime madri e realizzo “Cazzarola! La prima… ce l’ho! la seconda… ce l’ho! Miiiii!  Ne potrei spuntare parecchie!!”

Ve ne copio giusto un paio che mi rispecchiano particolarmente:

– il nostro turpiloquio non si esaurisce quando diventiamo madri;

– quando torna il papà dal lavoro concediamo loro il lusso di stare con i loro figli. Per tutta la sera;

Poi passo ai commenti delle lettrici e… “Guarda quante mamme come me! Yeeeeee! Non sono l’unica!

E all’improvviso non mi sento più così colpevole. In fin dei conti la mancanza di sonno porta a straparlare. Ho esagerato dicendo che sarebbe stato meglio non averli? Può essere. Ma il fatto di essere di tanto in tanto (anche spesso!) una pessima madre, non incide minimamente sull’amore che provo per quei due monelli. Anche io rivendico il diritto a non essere sempre perfetta. Quindi anche io entro a fare parte del club e non me ne vergogno affatto, anzi, ne sono orgogliosa.

PS. Avrei voluto mettere sul mio blog il logo “anch’io sono una pessima madre, almeno una volta a settimana” ma purtroppo non ci sono riuscita. Con ‘sto cavolo di wordpress faccio ancora un sacco di casini! Comunque questo è il link al blog C’era una vodka; se vi va di leggerlo, saranno risate assicurate 🙂

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3 thoughts on “Anche io entro nel club delle pessime madri!

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