Un dramma chiamato svezzamento

IMG_5643Shhhhhhh. Silenzio! esigo che non voli nemmeno una mosca. Potrei prendermela anche con lei. Finalmente ce l’ho fatta, è crollato! Dormono tutti e due. E vai! Enjoy the silence!

Sì, perché in questa casa, da tre giorni a questa parte, vige il caos. No, non sto parlando del disordine che regna incontrastato. Quello ormai ha messo radici qui, ci ha preso la residenza! Oserei dire che è parte integrante dell’arredamento. Il caos a cui mi riferisco è dato da Mirko -_- . Il ciccio ha appena compiuto 6 mesi 🙂 quindi il pediatra ha dato il via libera allo svezzamento. A parole sembra facile ma la realtà è ben diversa.

Il pediatra dei miei bimbi è un tipo un po’ naïf ed è contrario all’uso di pappette e omogeneizzati. Pertanto, fino al 6° mese, a ‘sti due poveracci è toccato solo e soltanto latte.

Dottore ma nemmeno un po’ di biscotto granulare o qualche cucchiaino di frutta?… NEIN! Solo latte!

Ecco in breve la sua teoria: fino al 6° mese di vita il bambino deve nutrirsi di solo latte, possibilmente materno. Da quel momento in poi il suo apparato digerente sarà maturo e pronto per qualsiasi alimento e, non essendo stato sollecitato prematuramente, difficilmente svilupperà intolleranze e allergie. Gli unici alimenti  vietati sono il miele (fino a 1 anno) e i funghi (fino a 3). Al compimento dei 6 mesi, il bambino mangerà le stesse cose che mangiano i genitori, senza che gli venga preparato qualcosa a parte. Sono i genitori a dover cambiare le proprie abitudini alimentari, mangiando cibi sani e con pochissimi condimenti e limitando il più possibile l’uso del sale. Capirai! Io già ne usavo poco. Adesso se venite a cena da me, preparatevi a mangiare sciapo!

Ora.. provate ad immaginare la mia faccia quando mi ha detto che dovevo procedere così con Manuel, il mio primo bambino. Colui che, non contento di essere nato di soli 2.300 kg, rifiutava ca-te-go-ri-ca-men-te di finire il biberon. Dal 4° mese in poi, non ho fatto altro che rompergli i co_ _ ioni (ogni dieci giorni in media :P) per poter iniziare a dargli qualcosa di diverso. E lui sistematicamente mi ripeteva che un giorno lo avrei ringraziato.  Dottore, se non la strozzo prima, forse succederà!

Invece mi sono dovuta ricredere! Tutto il mio scetticismo si è sciolto come neve al sole il giorno del suo primo pasto.

Durante la visita il dottore ci chiede:  “che mangiate per pranzo?”- una tazzina di cazzi tua? – stava per scapparmi. Il mio diplomatico martirio prontamente risponde “Mah, un po’ di pasta al pomodoro, niente di che”.

E il doc: “Bene, prendetene un chicco, tagliatelo piccolo quanto la punta di una penna e fateglielo assaggiare. Se non lo vuole non insistete, dategli il latte e riprovate al pasto successivo; pian piano si abituerà. Quando arriverà più o meno a 10 bocconi, mettete in tavola un piatto anche per lui”.

Tre giorni dopo sul tavolo, insieme ai miei bellisssssimi piatti coi girasoli, c’era già il suo piattino di Winnie the Pooh! Il nano famelico mangiava di gusto! Sul suo visino un’espressione che sembrava dire ” ‘a stronzi, fino ad ora dove lo avete tenuto tutto sto ben di dio? Bevetela voi quella ciofeca di latte!”. E infatti oggi mangia davvero tutto, perfino la cicoria amarissima! Quel matto del dottore aveva ragione..

Vi starete chiedendo “e allora perché il titolo del post parla di dramma??” ……. Perché  Mirko non è Manuel!

Se Manuel disdegnava il latte, al ciccio invece piace. Eccome se piace! Dopo avermi usata per mesi come distributore di latte ambulante e avermi praticamente prosciugato le riserve, si è fatto andare bene anche il biberon. Purchè la tetta fosse comunque a sua disposizione ogni volta che voleva. Tant’è vero che ai giardinetti sono nota come “quella che sta sempre con le poppe al vento” O_o .

Come ho anticipato all’inizio del post, è però giunto il momento anche per lui di iniziare a mangiare come i grandi. Ebbene, con la frutta non ci sono stati problemi; anzi, se non ti muovi a riempire il cucchiaino, ti fa sentire la sua stentorea vocina. La pasta invece… se non ti scansi, potrebbe sputartela in un occhio!

Sono riuscita a fargliene mangiare un pochino ma parecchia è stata equamente distribuita tra bavaglino, seggiolone e pavimento (giusto per non fare un torto a nessuno). Ma adesso vai a capire di quanto latte ha bisogno per finire il pasto! Tra quello che ancora riesco a dargli io, il biberon e quel pochino di pasta… sto andando in confusione! Lui piange e non riesco più a capire perché! Sarà ancora fame? Sarà sonno? Il ruttino? Poi lui spalanca la bocca… Lo guardi e… No! Ditemi che ci ho visto male! Per favore non aggiungiamo altre variabili, già me sto a rincojonì così! … NOOOOOO! Il primo dentino proprio adesso noooooooooooo!

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2 thoughts on “Un dramma chiamato svezzamento

  1. Ahahahahahah! Quando dicono che i figli sono tutti diversi, anche se sono tutti e due tuoi! 😀 Vedrai che ci metterà un po’ di più, ma con Manu vicino che gli fa da esempio e gli altri bimbi al nido… ci metterà pochissimo!

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